Siamo un gruppo di amici storici, cresciuti a pane e musica. Fin da piccoli ad unirci fu questa grande passione, trascorrevamo intere giornate insieme a parlare di questo o quell’altro gruppo, di un giro di accordi, di chi aveva la voce migliore o il chitarrista più forte, ad urlare ritornelli che non ti uscivano più dalla testa per mesi.

Era facile trovarci con i nasi schiacciati sulle vetrine dei negozi di dischi ad osservare quelle copertine accattivanti, quei colori sgargianti e quei cartellini che mostravano sempre prezzi troppo alti, molto più alti di quelli che avremmo potuto permetterci mettendo insieme tutti gli spicci che avevamo in tasca.

La sera ci riunivamo a casa di uno di noi, quello che per tutti era il più fortunato del gruppo. Nel salotto arredato con un inconfondibile stile anni 70, appoggiata ad una parete rivestita di carta da parati c’era questa grandissima libreria dove il padre custodiva la collezione di vinili più bella che avessimo mai visto. Proprio lì affianco , su un vecchio tavolino di legno tra due poltrone a fiori, c’era un giradischi. Quello diventò il centro del nostro mondo, trascorrevamo ore e ore a gambe incrociate sul tappeto ad ascoltare musica, il suono romantico della puntina sul disco, l’odore delle copertine, i litigi su chi avrebbe scelto il prossimo disco. Era magico.

C’erano tutti i grandi della musica italiana e internazionale dai Beatles a Battisti, dai Rolling Stones a Mina .La musica italiana era quella che ci appassionava di più. Ogni tanto, mettendo paghette da parte per un bel po di tempo, riuscivamo a comprare un disco da aggiungere alla collezione. Ogni volta era un’emozione indescrivibile scartarlo, facevamo attenzione a non rompere la pellicola di plastica e lo adagiavamo sul piatto come come se fosse fatto di cristallo. Ovviamente ognuno di noi ha poi tentato di imparare a suonare uno strumento per poter formare una band. Riuscimmo a convincere uno zio a farci provare nel suo garage, rivestimmo le pareti di confezioni di uova e ricoprimmo il pavimento con pezzi di vecchi tappeti trovati chissà dove. Provavamo per ore e ore. Diventammo discretamente bravi e riuscimmo anche ad esibirci ogni tanto a qualche evento scolastico o qualche festa di compleanno.

Crescendo la band si sfasciò, ognuno prese la sua strada, chi proseguì con lo studio della musica, chi si dedicò alla produzione musicale, chi al giornalismo. Quella passione però non ci abbandonò, continuò a fare da collante e nonostante gli impegni familiari e lavorativi di ognuno di noi, siamo sempre riusciti ad incontrarci per ascoltare un disco o parlare di musica. Proprio durante uno di questi incontri, una domenica di qualche tempo fa, ci venne in mente di creare questo blog sulla musica italiana. Un modo alternativo per portare avanti la nostra passione, per continuare a parlare di musica. Ci è sembrata da subito un’ottima idea, bastava in un certo senso trascrivere le nostre chiacchierate domenicali e crearne qualcosa di bello e interessante da condividere con altri appassionati di musica come noi.