Se ne parlava già da diverso tempo, ma l’annuncio ufficiale è arrivato solo lunedì, a mezzo “La vita in diretta”, raccomandata per direttissima nei salotti italiani: Claudio Baglioni sarà direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo 2018… oddio non proprio, aspetta, andiamo per gradi…

Intanto Claudione ha firmato, questo è chiaro, un contratto che lo porterà nella capitale italiana della musica in qualità di “direttore artistico e capitano della squadra che animerà dal palco del Teatro Ariston la 68/a edizione del Festival” (ANSA).
Allenatore-giocatore, praticamente, tipo Vialli al Chelsea.

Nel mezzo di un tripudio di complimenti e in bocca al lupo giunti da tutti gli Emirati Social Uniti, c’è anche chi storce il naso. A Linkiesta per esempio, che titola a nome Grazia SambrunaBaglioni a Sanremo? Una piccola grande noia”, proprio non va giù questa scelta. E sì che, a detta della Sambruna, la soluzione perfetta era davanti agli occhi di tutti: “Perché scegliere lui quando in giro c’è una come Virgina Raffaele? Conduttrice, imitatrice, di una bellezza quasi fastidiosa, mangia pure il fuoco, letteralmente, perché viene da una famiglia circense ed è abituata fin da piccola a intrattenere tra acrobazie e trapezi volanti. Cos'altro deve fare una, ci chiediamo, per meritarsi Sanremo? Per essere il primo uomo sulla Luna sta in ritardo ma se glielo proponete, potrebbe pure provarci, inventarsi una macchina del tempo alla McGyver”.

Ora, al netto di McGyver, la Raffaele è bravissima eh, però non è che abbia proprio capito perché ce l’abbia tanto con Baglioni che non si vuol proprio limitare “a scrivere canzoni invece di rubare prime serate al talento altrui?”. Fatto sta che la domanda è pure legittima: perché lui?

All Music Italia ci ricorda che “In fondo per la 68esima edizione del Festival di Sanremo alla Rai serviva un nome forte perché l’eredità da raccogliere è di quelle pesanti… tre edizioni targate Carlo Conti con ascolti da record e, non da meno, un’ultima edizione con Maria De Filippi nelle vesti di co-conduttrice… serviva qualcuno di molto amato dal pubblico, un nome in grado di stupire e incuriosire… ecco quindi uscire inaspettatamente dal cappello della Rai Claudio Baglioni.

Baglioni arriva infatti al Festival dopo l’impresa Contiana, capace di far salire gli ascolti della kermesse in maniera sensibile, di risolvere il conflitto israelo-palestinese (ovvero Rai-Mediaset, l’ordine decidetelo voi) portando con sé sul palco Santa-Maria De Filippi e di mettere pressoché tutti d’accordo… quasi tutti, diciamo tutti tranne quelli che “così tanti soldi per fare il pagliaccio in tv e intanto ad Amatrice vivono tra le macerie e i pensionati non arrivano a fine mese”.

Ecco, quanto guadagnerà Baglioni?
Un “Piccolo Grande compenso” titola Il Secolo XIX sulla scia delle prime indiscrezioni: “Piccolo perché sarà inferiore a quello del suo predecessore e sotto i 600mila euro. E il contratto riguarderebbe solo un’edizione. A questa cifra si arriverebbe partendo da quanto percepito lo scorso anno da Carlo Conti, intorno ai 650mila euro, tagliando un 10%, come previsto dalle nuove norme aziendali sui compensi agli artisti deliberate dal Cda su proposta del direttore generale Mario Orfeo. Grande (il compenso) perché comunque si tratta di una cifra importante in un’epoca di tagli che la politica ha cominciato a imporre alla Rai.

Dicevamo allenatore-giocatore, e la squadra?
Qui proprio ci si sbizzarrisce, attendendo gennaio (quando saranno resi noti i nomi che affiancheranno il cantautore) Federico Vacalebre su Il Mattino ci regala qualche suggestione: “L'artista non sarà solo all'Ariston, anzi vorrebbe comparire il meno possibile. Per questo è necessario affidare le cinque serate a una squadra di conduttori, magari uno a serata. Si lavora in due direzioni: da una parte un team tutto al femminile, edizione riveduta e corretta delle antiche vallette di era baudiana, ora promosse al rango di presentatrici, lasciando al direttore artistico un ruolo centrale, magari per giocare in musica con i suoi amici e ospiti; dall'altra un gruppo senza indicazioni di gender che permetta di mettere in campo i volti migliori di Raiuno, ma non solo. I nomi fatti finora - Fiorella Mannoia, Beppe Fiorello, Lodovica Comello, Ilaria D'Amico, Sabrina Ferilli, Serena Rossi, Micaela Ramazzotti - potrebbero essere campati in aria, o avere qualche fondo di verità: l'altra sera, al debutto vincente su Raiuno di «Che tempo che fa», Rosario Fiorello ha fatto i suoi auguri al fratello per la prossima impresa sanremese, ma Beppe ha negato ancora una volta un suo coinvolgimento.

Insomma di materiale per (s)parlare da qui a febbraio ne abbiamo a volontà… e voi che ne pensate?
Spazio alla fantasia: come ve lo immaginate il Sanremo di Claudio Baglioni?

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