Tra pochi giorni è agosto, il mare, il sole, i bambini che giocano in spiaggia e tirano sabbia sui nostri smartphone dagli schermi unti di crema solare. Non è più tempo di parole INcrociate (come le chiamava mia nonna), no noi il tempo lo passiamo a scrollare Facebook, e cosa cerchiamo scrollando? Gattini? Foto di piedi sui lettini dei lidi? Tramonti? Anche, ma soprattutto i flame! Le risse virtuali insomma.
Quanto ci piace lanciare insulti e indignarci!? Siamo la generazione dell’indignazione. I nostri genitori si sparavano per strada tra rossi e neri, noi con un aggeggio in mano tutti contro tutti… ahhhh la tecnologia!! Il tema musica non sarà forse nazionalpopolare come i migranti da aiutare a casa loro, ma ci regala sempre dei momenti magici niente male. Tipo quelli di questi giorni in cui la pietra dello scandalo sono le aperture di Benvegnù a Motta e di Edda ai Fast Animals and Slow Kids, entrambi a Villa Ada – Roma incontro il Mondo. Ora, io quando ho saputo che la stessa sera suonavano Benvegnù e Motta ero felice come un bambino, due artisti che adoro, sullo stesso palco, la stessa sera, fantastico. Senza contare che attendevo con ansia di rivedere Paolo Benvegnù sul palco dopo i problemi di salute che lo hanno costretto a fermarsi. Insomma una serata perfetta. Se non fosse per quella parolina lì: “opening”. Il putiferio! “Si è rivoltato il mondo!!”
“È uno scandalo!!”
“Motta non vale la metà di Benvegnù!!” Tutti sul piede di guerra, soprattutto chi non vedeva l’ora di sputare un po’ su Motta, reo non si sa di cosa, come se fosse stato lui a decide e obbligare Benvegnù sotto minaccia. Stesso è successo poco dopo quando è stato annunciato Edda in apertura ai FASK (anche lì io felicissimo). Basterebbe riflettere sul fatto che gli artisti in questione sono sotto la stessa etichetta (Woodworm) per calmarsi un attimo, ma forse il ragionamento va fatto in maniera più ampia.
Sì perché sarebbe molto bello poter disquisire solo di musica in senso artistico, ma se seguite un po’ questo blog ormai avrete capito dove si va a parare: il mercato! La musica e tutto quello che le gira intorno riflette i meccanismi del mercato.
Scontato? A quanto pare no. Motta e i FASK sono due prodotti (eh!!) che negli ultimi anni hanno mosso numeri pazzeschi, metterli su un palco come quello di Villa Ada è una certezza di successo, certezza di riempire una location importante, che significa economie. Certezza che Edda e Benvegnù, per quanto grandissimi artisti, semplicemente, non danno.
Poi i retroscena della faccenda li conoscono solo i diretti interessati e non sono cose che ci riguardano. Quindi cos’è “scandaloso”, esattamente?
Il mercato? Motta e i FASK costringono con la forza e atteggiamenti mafiosi grandi artisti ad aprire i proprio concerti? C’è una grande disegno per screditare artisti che fino a ieri conoscevate solo di nome? O semplicemente dovremmo provare una volta tanto a goderci un bel concerto pieno di musicisti fantastici, fra l’altro pagando un biglietto solo. Possiamo, se è proprio necessario, discutere dei modi. Questo ve lo concedo, magari la comunicazione dell’evento di Motta avrebbe potuto prevedere un minimo più di tatto, già con la data dei FASK la parola “opening” non compare, lasciando spazio ad un più diplomatico “special guest”. Ma il punto resta lo stesso, il punto è, e sarà sempre, che le regole le decide il mercato. 3, 2, 1… via col flame!!

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