SCOVARE LA QUALITA' E SOSTENERLA

di Francesco Galassi




Mi è capitato di recente di leggere dichiarazioni del tipo: “Con il mercato discografico odierno non emergerebbero De Andrè, né De Gregori o Dalla”.
Considerazione che offre un quadro dell’attuale mercato musicale italiano, un mercato bulimico, veloce nel generare prodotti pronti e altrettanto rapido nel dimenticarli.
È il mercato della “scalata veloce”, che ti lancia davanti ad una telecamera, ti strizza e poi ti abbandona, un qualcosa di lontano da quell’epoca (probabilmente irripetibile) che ci ha regalato icone, pezzi di storia immortali e canzoni che sono entrate dalla porta principale nella nostra tradizione popolare.

Un aspetto da considerare è che il mercato è saturo di una proposta eccessiva, generata dalle possibilità di prodursi da sé a basso costo, come di acquistare strumentazione di fascia bassa a prezzi irrisori, dal proliferare di scuole di musica e dal sistema imposto dai social per il quale tutti possiamo essere protagonisti.
Tutte cose che sulla carta possono sembrare positive, ma che producono una quantità tale di proposte artistiche difficile da metabolizzare e, soprattutto, da selezionare
Selezionare” è la parola magica.

L’intasamento dovuto alla vasta proposta soffoca la qualità. È matematico.
Un gioco interessante, che rubo al mio collega Riccardo De Stefano di ExitWell, sarebbe provare ad indovinare quali degli artisti di oggi, dei dischi e dei singoli estivi dell’ultimo decennio saranno storicamente ricordati negli anni a venire. Cosa canticchieremo sotto la doccia tra vent’anni?
E i nostri figli musicisti di quali brani famosi faranno cover sui palchi dei contest di tutta Italia?
Ops, ho detto “contest”.

Ecco, il meccanismo standard di oggi per far emergere la nuova musica è indiscutibilmente il contest.
Ora, senza andare ad analizzare il sistema-contest, possiamo affermare con discreta certezza che tale meccanismo applichi un filtro e faccia una selezione basata sulla qualità. Quasi sempre. Diciamo quelli buoni.
Da quelli minuscoli e settoriali a quelli importanti e nazionali, di contest se ne contano un’infinità, io stesso ho partecipato a molti di questi come musicista, e ancora di più ne ho fatti da organizzatore o giurato. 

Il punto è: cosa succede dopo?

Il contest è nel suo piccolo una sorta di talent show senza tv, ognuno offre premi di vario tipo, quelli migliori sono sicuramente quelli che garantiscono una periodo di visibilità e di esperienza.
Garantire visibilità significa dare reale possibilità all’artista di emergere, uscendo dal “suo giro”, spingendolo a confrontarsi con situazioni nuove e di presentarsi davanti ad un pubblico che altrimenti non avrebbe.

È quello che accade, per esempio, con il Contest del Primo Maggio, quell’1MNext che guarda con curiosità e voglia di scoprire al mondo degli emergenti e che ne propone tre sul palco di Piazza San Giovanni, in diretta sulla Rai, per uno degli eventi musicali più seguiti del Paese.
Visibilità ed esperienza, appunto.
Come visibilità ed esperienza aspetta l’artista toscano Il Geometra Mangoni, vincitore dell’edizione 2016.

Dare importanza al nuovo di qualità è la sfida, riuscirci prevede uno sguardo rivolto in avanti, sporcandosi le mani in mezzo ad una folla caotica di proposte musicali dal livello medio tendente al basso, che si basa più sui pollici dei social che sulla capacità di scrivere canzoni.

Torneremo a far emergere i De Andrè, i De Gregori, i Dalla?
È la domanda da un milione di… like su facebook.

di Francesco Galassi

  • Nessun commento trovato
Aggiungi commento

Copyright © 2017 iCompany srl - P.Iva 13084581001. All Rights Reserved. Privacy Policy
Designed by ServiziMedia